Il buongiorno più radioso, per il milione di giovani a Tor Vergata, è stato quello di papa Leone che, a bordo della papa mobile, alle 8, è passato a salutare da vicino ogni settore, vivacemente popolato dai giovani pellegrini di speranza. In un attimo ha cancellato la fatica di una notte all’ aperto segnata anche dalla pioggia!

“Sentinelle del mattino” li aveva definiti 25 anni fa, nello stesso luogo, Giovanni Paolo II, ed ora sono “missionari del Vangelo”, nelle parole di papa Leone.
I 170 giovani pellegrini leccesi hanno vissuto la celebrazione Eucaristica con raccoglimento e convinzione, sapendo vivere il silenzio con la stessa passione con cui hanno vissuto la festa e le urla di gioia.
Un silenzio assordante, non di solitudine, ma come espressione della capacità di saper stare in profondità con sé stessi, con gli altri e con Dio.
Nell’omelia il Santo Padre li ha invitati a spalancare la finestra dell’anima a Cristo Risorto che bussa…a compiere un viaggio nella ricerca di senso, confrontandosi con le grandi domande, per una vita che si rigenera, costantemente, nel dono.
Alla fine della celebrazione, gli infangati e felici “nostri” giovani hanno recuperato valigie e zaini per ritornare a casa, nuovi!
Sono arrivati verso le 22:30, al Foro Boario, carichi di un’esperienza di Chiesa fatta di intreccio di paesi, ascolto di culture, vitalità di associazioni e gruppi, che non vivono di protagonismo ma di felice comunione.
Si sono salutati con commozione e quasi nostalgici, ma sicuramente proiettati al prossimo grande appuntamento a Seul “per continuare a sognare e a sperare insieme”, come ha raccomandato papa Leone!

di Sofia Rizzo